
Scoperte archeologiche
Il territorio circostante Anagni presenta una notevole importanza
sia per alcuni monumenti tuttora visibili, sia per le interessanti
scoperte archeologiche.
Monte Marino e Fontana Ranuccio
A Colle Marino è stata rinvenuta una industria litica su ciottolo
risalente al periodo interglaciale Gunz-Mindel (oltre 700.000 anni fa).
Altre importanti tracce sono venute alla luce grazie agli scavi del
giacimento preistorico di Fontana Ranuccio.
Individuato da un appassionato locale, M. Anzellotti, ed esplorato
a tutt’oggi dall’Istituto Italiano di Paleontologia Umana,
questo giacimento del Paleolitico inferiore, datato a 458.000 anni fa,
ha restituito - oltre ad una abbondante industria in osso e selce
associata ad una paleofauna che comprendente Elephas antiquus,
rinoceronte, castoro, cervo elafo - anche due incisivi e due molari
umani appartenenti alla specie fossile Homo erectus, e che
costituiscono a tutt’oggi i reperti antropici più antichi d’Italia
e fra i più antichi d’Europa.
S.Cecilia
In questo importante deposito votivo suburbano, insieme a quello
extraurbano dell’Osteria della Fontana, sono stati rinvenuti tra
i frammenti di vasellame attico, uno Skyphos etrusco ed una parte
di vaso con iscrizione etrusca. I più antichi di questi reperti
risalgono all’VIII-VII sec. a.C. e testimoniano l’importanza di
Anagni fin da quel periodo, nonché la sua apertura alle influenze
culturali e commerciali del mondo etrusco.
Le catacombe di Vico
Situate presso in località Vico, le due piccole catacombe, scavate
nel tufo pozzolanico, dovevano appartenere sicuramente allo scomparso
vicus romano che sorgeva in questo luogo in età imperiale.
Per la loro tipologia i due cimiteri cristiani si possono datare
sicuramente al IV secolo d.C.
Ultima modifica: Agosto, 1997 - ver. 2.11