La Storia

I primi insediamenti umani risalgono a oltre 700.000 anni fa come attesta la datazione di alcuni manufatti litici di recente ritrovamenti; mentre le fondi storiche (Livio, Virgilio, Servio, Silio Italico) ci parlano di Anagni quando già è entrata nell’orbita romana.

Le genti che allora popolavano questi siti erano di stirpe ernica, migrate, sembra, dalla valle dell’Aniene e probabilmente discendenti dei Marsi (o dei Sabini), almeno a giudicare dall’appellaticvo etnico che deriva dal marso herna, sasso, cioè «quelli che abitano le colline sassose». Nulla ci resta della loro lingua, tranne due parole: samentum, lembo di pelle sacrificale, e bututti, un tipo di lamento funebre.

Certa è l’importanza di Anagni come città sacra e quindi centro spirituale degli Ernici, sede di templi e santuari dove venivano conservati ancora nel II secolo d.C., secondo la testimonianza dell’imperatore Marco Aurelio "molti libri di lino... scritti sacri". Recenti scoperte archeologiche hanno rilevato contatti e da aperture del popolo ernico al mondo etrusco intorno al VII secolo a.C. Probabilmente ai piedi della collina su cui è situata la città, sorgeva il cosiddettoCircolo Marittimo, dove le etnie erniche di Alatri, Piglio, Veroli, Ferentino, confederate sotto l’egida di Anagni, tenevano le loro riunioni sacre e politiche finché i romani, con pretesto di un presunto tradimento dell’alleanza ernico-romana, mossero guerra ad Anagni, sconfissero al Lega Ernica e sciolsero la Confederazione nel 306 a.C.

Anagni, alleato di Roma nella lotta contro i Volsci, venne così ridotta a città sine suffragio, cioè senza diritto di voto, pur conservando una propria autonomia religiosa e importanza strategica.

Con la fine dell’impero romano un profonda crisi politica ed economica causò il tracollo demografico della popolazione anagnina. Le zone extraurbane che in epoca romana si erano sviluppate lungo importanti arterie di comunicazione , si spopolarono; le parte basse della città vennero abbandonate, la vegetazione riprese possesso di numerosi spazi. Ancora nel X secolo una zona interna di Anagni veniva indicata con il toponimo di Civitas Vetus.

La città andava assumendo, malgrado ciò, un’importanza sempre maggiore rispetto al territorio essendo sede, dal V secolo, di un’importante diocesi. Nel IX secolo venne edificata una prima cattedrale sui resti del tempio dedicato alla dea Cerere. La riconquista agraria voluta a partire dal X secolo dal potere ecclesiastico, che concedeva ai signori laici la possibilità di sfruttare la terra e di edificare dei veri e propri insediamenti fortificati per i propri contadini, favorì una nuova crescita economica e demografica.

Nel corso del X e dell’XI secolo la città rafforzò il suo legame con la corte papale che considerava l’antica capitale degli Ernici città sicura e salubre rispetto a Romana in preda a continue lotte baronali ed a frequenti epidemie. Infatti, pur non potendosi escludere la presenza di fazioni all’interno della città, essa si mantenne fedele alla Chiesa di Roma, divenendo sempre più frequentemente una delle residenze predilette dai pontefici, i cui soggiorni si susseguirono in Anagni pressoché ininterrottamente nei secoli XII e XIII.

Grazie a questa situazione la città si trovò al centro di numerosi avvenimenti riguardanti la lotta tra il Papato e l’Impero e fu testimone di alcuni degli atti più importanti della vita politica di questi due secoli. Nel 1122, infatti Callisto II vi emanò la Bolla base del Concordato di Worms; nel 1159 Adriano IV vi ricette, durante l’assedio di Crema, il legati di Milano, Brescia e Piacenza (proprio all’ambasciatore di Brescia, l’architetto Jacopo da Iseo, fu affidata l costruzione del palazzo comunale). Nel 1160 Alessandro II scomunica nella cattedrale Federico Barbarossa; nel 1176, dopo la battagli di Legnano, lo stesso pontefice ricevette i legati imperiali, con i quali elaborò il pactum anagninum, premessa della pace che sarebbe stata conclusa a Venezia nel 1177.

Il secolo XIII costituì il vero periodo aureo della città: nell’arco di cento Anagni diede alla cristianità ben quattro pontefici. Il primo di questi ad ascendere al soglio pontificio fu Lotario Conti che, con il nome di Innocenzo III (1198.1216), una delle personalità di maggior rilievo del ‘200, insieme a Federico II, di cui favorì l’incoronazione ad imperato di Germani, ed a S. Francesco, di cui approvò la prima Regola. Ad Innocenzo III si deve l’elaborazione e l’applicazione più completa e concreta della dottrina teocratica, del principio secondo cui al pontefice spetta l’assoluto dominio su ogni poter terreno. Morì nel 1260 lasciando al Chiesa al suo apice storico.

L’opera di Innocenzo III venne continuata da Gregorio IX (Ugolino Conti 1227-1241), appartenente alla potente famiglia dei Conti di Anagni. IL 29 settembre del 1227 egli scomunicò nella cattedrale di Anagni l’imperatore Federico II per aver abbandonato al crociata da lui indetta. La suggestiva cerimonia avvenne al lume delle torce, agitate, gettate in terra e spente dai prelati presenti. Nel Settembre del 1230 , a riconciliazione avvenuta, Gregorio IX ricevette in Anagni Federico di Svevia dopo che quest’ultimo era riuscito a farsi cedere, senza spargimenti di sangue, per mezzo della sua grande abilità diplomatica, Gerusalmme e Nazareth.

Alessandro IV (1254-1261), parente di Gregorio IX e terzo papa anagnino, dovette far fronte durante il suo pontificato all’accesa disputa teologica sollevata dall’università di Parigi nei confronti degli ordini mendicanti. Fautori di essa attraverso un libello contro i domenicani fu Guglielmo di Saint Amour il cui testo venne bruciato davanti alla Cattedrale, dopo la condanna pronunciata ad Anagni nel settembre del 1256. Nel 1255 il pontefice canonizzò ad Anagni S. Chiara di Assisi.

Il nome di Anagni è particolarmente legato alle vicende di Bonifacio VIII, quarto papa di questa città, appartenente alla potente famiglia dei Caetani. La sua elezione, avvenuta dopo la storica e oscura abdicazione di Celestino V, fu contrasta dai cardinali francesi dalla potente famiglia dei Colonna.

Nel 1300 Bonifacio VIII, al culmine del suo pontificato, istituì il primo Giubileo e fondò la prima università romana. Venuto a violento conflitto con il re di Francia Filippo IV il Bello, il quale si era arrogato il diritto di tassare il clero francese, emanò contro il uso operato la famosa bolla Unam Sanctam. Il contrasto divenne così aspro che Filippo il Bello organizzò una spedizione per arrestarlo, con l’intenzione di farlo deporre da un concilio generale.
Il papa fu preso ad Anagni nel suo palazzo, nel settembre del 1303, dalle soldataglie francesi ed italiane guidate da Gugliemo di Nogaret e da Sciarra Colonna.

La leggenda vuole che in quella circostanzi il papa sia stato schiaffeggiato dallo Sciarra. Il sequestro oltraggioso del pontefice ispirò un celebre brano della Divina Commedia di Dante (Purg. Canto XX, vv.85-93). Nonostante che il popolo anagnino insorgesse subito e lo liberasse, il vecchio pontefice, già sofferente, morì a Roma circa un mese dopo. Con la fine di Bonifacio VIII crollarono contemporaneamente lo splendore di Anagni e i sogni di potere della famiglia Caetani e perdeva definitivamente consistenza la dottrina della teocrazia papale.

Il trasferimento della corte pontificia ad Avignone segna per Anagni l’inizio di un lungo periodo di decadimento durato fino al XV secolo.

Messa al sacco dalle milizie del duca Guarnero di Verslinge nel 1348, diruta e spopolata, la città divenne successivamente campo di battaglia nel confitto tra Paolo IV e Filippo II di Spagna. L’esercito spagnolo, comandato dal duca d’Alba, nel 1556 pose l’assedio ad Anagni battendola con l’artiglieria e mettendola orrendamente al sacco non appena le truppe papali ne abbandonarono la difesa.

I danni riportati dalle strutture urbanistiche della città, in particolare dalla cinta muraria furono accentuati dalle opere di fortificazione volute nel 1564 da Pio IV. Intorno al 1579 si ha un breve periodo di rifioritura, grazie all’intervento del cardinale Benedetto Lomellino, vescovo e governatore della città.

I lavori promossi vengono effettuati all’insegna di un recupero delle strutture architettoniche e dei modi costruttivi e decoratici medievali. Intorno al 1633 iniziano le grandi ristrutturazioni architettoniche ed urbanistiche. Interessanti sono gli interventi di edilizia ecclesiastica che determinarono l’aspetto attuale delle chiese anagnine. Nella trasformazione degli edifici si rispecchiano i nuovi canoni architettonici che sfruttavano comunque gli elementi gotico-romanici esistenti. Vennero ristrutturati anche gli antichi palazzi nobiliari impreziositi da superbi portali e , negli ultimi anni del XIX secolo, grazie al crescente benessere, si risollevò anche il livello culturale della città. In questo arco di tempo infatti nascono altre istituzioni e congregazioni che, insieme alla costituzione di numerose scuole, hanno fatto di Anagni un centro di studi di richiamo per la sua lunga tradizione culturale.

Nel 1890 alla presenza della regina venne inaugurato il Convitto Nazionale Regina Margherita per l’educazione delle orfane degli insegnanti elementari.

Nel 1897 fu inaugurato il Collegio Leoniano, dal nome del pontefice Leone XIII. L’insegnamento teologico è affidato ai Padri Gesuiti. L’edificio custodisce un’interessante raccolta archeologica.

Nel 1930 infine fu edifica il Convitto Principe di Piemonte per i figli dei dipendenti degli enti locali.

Dal secondo dopoguerra il territorio di Anagni ospita un insediamento industriale tra i più importanti del centro-sud d’Italia che, se ha giovato notevolmente all’economia dei residenti, ha d’altra parte causato diversi danni alla cultura ed alle tradizioni locali deturpando anche alcuni tratti del patrimonio ambientale.


Copertina Mappa Precedente Informazioni  (c) Mail FEEDBACK Aiuto Indice

Ultima modifica: Agosto, 1997 - ver. 2.11