Comune di Anagni

Cattedrale

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domenica 22 ottobre 2017
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Cattedrale
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La cattedraleCATTEDRALE

audio   L’articolato complesso architettonico della Cattedrale occupa gran parte dell’acropoli della città.Sorta sopra un tempio di epoca romana, sostituì una precedente chiesa di epoca carolingia. Il rinnovamento dell’intera acropoli sopraggiunse con la nomina a vescovo di Pietro dei Principi di Salerno nel 1062, il quale attuò un cambiamento importante. Il nuovo assetto religioso perseguito comprendeva anche la realizzazione di un nuovo edificio cultuale che aveva come modello ideologico quello applicato nell’abbazia dell’abate Desiderio a Montecassino. La costruzione dell’edificio iniziò dal 1072 fino al 1104. Dopo il restauro del 1250 promosso dal vescovo Pandolfo, il linguaggio romanico fu convertito in gotico lombardo, sostituendo le capriate della navata centrale e del transetto con archi che poggiano su pilastri e semicolonne. La presenza della Curia papale che tanto arricchì la città contribuì anche a inserirla all’interno della storia internazionale, coinvolgendo il duomo che divenne teatro di fatti storici come il “pactumanagninum” o fece da scenografia alle scomuniche di Federico Barbarossa e Federico II e alle canonizzazioni di San Bernardo di Chiaravalle e di Santa Chiara d’Assisi.

La semplice facciata denuncia la mano delle maestranze cassinesi che intervennero nella prima parte della costruzione della Cattedrale. La superficie è movimentata da alcune aperture nella parte superiore e dalle tre porte, di cui la centrale è definita porta Matrona. I motivi decorativi della facciata sono da trovare nei numerosi inserti marmorei provenienti da vari monumenti di età romana e dalla precedente chiesa di età carolingia.

Scendendo verso piazza Innocenzo III si può ammirare il fianco sinistro della Cattedrale lungo cui  si innalza, dopo la Cappella Lauri e il Battistero,la Loggia delle Benedizioni. Un tempo accessibile dalla piazza tramite un’ampia scalinata distrutta nell’Ottocento, è sovrastata dall’edicola con la statua di Bonifacio VIII. Oltrepassando la Cappella Caietani, si arriva alle absidi. In stile romanico lombardo, quella centrale offre una caratteristica loggetta cieca nella parte superiore, decorata da colonnine e materiali marmorei.

All’interno l’aspetto attuale della chiesa è la conseguenza dell’imponente serie di lavori a cui fu sottoposta tra il 1231 e il 1255. Questi portarono alla nuova codifica delle arcate in linguaggio gotico e alla messa in opera del pavimento cosmatesco, splendido “tappeto di preghiera” opera di Cosma e dei figlio, Luca e Jacopo.

Nel ‘600 il vescovo Seneca apportò cambiamenti ancora più radicali, trasformando la chiesa in stile barocco: coprendo le capriate con volte a botte, rimuovendo il coro e coprendo gli antichi affreschi. Dopo altri interventi a fine ‘800, tra il 1938 e il 1940 fu ripristinato l’aspetto originario del duomo.

L’itinerario all’interno della Cattedrale prevede la visita della Bibliotecache conserva 1814 volumi databili tra il XV e il XX secolo, tra cui anche preziosissimi incunaboli del XV secolo. Tra testi di storia locale, trattati religiosi e giuridici, spiccano una copia del Corpus IurisCivilisdi Giustiniano e opere teologiche scritte dopo il Concilio di Trento.

La sala del Capitolo è occupata per intero da una teca dove sono conservati alcuni testi liturgici e un inventario risalente al XIII-XIV secolo degli oggetti donati da Bonifacio VIII alla Cattedrale. In un angolo fa bella mostra una teca con le reliquie di Sant’Oliva. Si passa quindi in una stanza in cui sono conservati reliquiari, paramenti sacri e strumenti liturgici di varie epoche, tra cui un reliquiario con un frammento della croce e della corona di spine di Gesù. Si attraversano quindi le due sagrestie, in una delle quali sono conservati i busti reliquiari di Pietro da Salerno e di San Magno. Durante le feste patronali, le due sculture sono portare in processione attraverso le vie di Anagni. Un breve corridoio dà accesso al Tesoro dove sono conservati vari tessuti tra cui alcuni indumenti sacri di Bonifacio VIII e il Piviale della Vergine del XIII secolo,mentre nelle teche lungo le pareti spiccano alcuni cofanetti reliquiari, come quello in limoges di San Thomas Becket ed alcuni pastorali. L’ultima sala è quella della Cappella del Salvatore, una cappella privata con le pareti interamente decorate.

Tornando indietro si scende verso la chiesa da cui si può accedere alla Cappella Caietani, costruita alla fine del XIII secolo. Al suo interno recenti restauri hanno rinvenuto splendidi affreschi e vi è conservato un sepolcro in stile gotico, decorato con due stemmi della famiglia Caietani. I tre sarcofagi sottostanti conservano i resti di Pietro vescovo di Todi, maestro del futuro Bonifacio VIII, le spoglie di Loffredo Cajetani conte di Caserta e quelli di GiaconoCaietani, padre di Bartolomeo vescovo di Foligno.

Scendendo dalla scala sinistra della chiesa si accede alla cripta della cattedrale. Un piccolo ambiente di passaggio conduce all’Oratorio di Thomas Becket. Il culto dell’arcivescovo di Canterbury, ucciso nel 1170 ebbe un’enorme diffusione in questa zona, soprattutto dopo la sua canonizzazione avvenuta a Segni nel 1173. La cappella occupa una struttura più antica, presumibilmente un mitreo. Le pareti sono totalmente ricoperte di affreschi, molti dei quali rovinati. Tuttavia sono ancora leggibili sulla parete di fondo, dietro l’altare Cristo con Madonna e due Sante da un lato e San ThomasBecket e altri vescovi dall’altro. Sul lato destro si possono intravedere le sagome degli Apostoli e santi benedettini, mentre di fronte era probabilmente la scena del martirio dell’arcivescovo. Nella metà presso l’ingresso, sulla parete sinistra sono rappresentate scene tratte dal Nuovo Testamento, mentre sulla volta si riflettono le storie del Vecchio Testamento. Uscendo dall’oratorio i fedeli vengono ammoniti dalle immagini del Giudizio Universale. Oltre una piccola porta si accede al vero gioiello della cattedrale: la Cripta. Essa è strutturata in forma di piccolo oratorio, diviso in tre navate da due serie di colonne, che sostengono 21 volte. Nelle tre absidi sono collocati gli altari destinati al santo patrono della città, San Magno, al centro,quelli delle sante Secondina, Aurelia e Neomisia, a sinistra, e dei Santi Martiri a destra. Un quarto altare è dedicato al vescovo Pietro da Salerno, artefice di tutta la struttura, e, di fronte, quello di S. Oliva vergine. Il magnifico pavimento cosmatesco fu eseguito da Cosma e dai figli Luca e Jacopo nel 1231 come ricordato da due iscrizioni, poste una sotto l’altare maggiore, l’altra di fronte. In quest’ultima si commemora il ritrovamento delle reliquie del Santo. I magnifici affreschi che decorano l’intero ambiente rinviano nella loro realizzazione a tre botteghe, individuate convenzionalmente con tre maestri: Primo Maestro, o delle Traslazioni, Secondo Maestro o Maestro Ornatista e Terzo Maestro.L’intero ciclo è stato eseguito probabilmente in un arco temporale che va dal 1231 al 1255, anno della consacrazione ad opera di papa Alessandro IV. All’interno del ciclo pittorico sono riscontrabili quattro temi: il primo, che si svolge nelle prime due volte e nelle pareti adiacenti, rappresenta la creazione del cosmo e dell’uomo attraverso le conoscenze mediche derivate da Ippocrate e Galieno. Il secondo tema, tratto dal Vecchio Testamento, riguarda le storie dell’Arca dell’Alleanza e le vicende di Saul e Samuele. Il terzo, distribuito nella zona a ridosso dell’altare maggiore, riguarda l’Apocalisse scritta da Giovanni. L’ultimo ciclo, quello agiografico, tratta le vicende dei martiri, spostando l’attenzione principalmente sulle storie di San Magno: il suo martirio, la traslazione del suo corpo da Fondi a Veroli e infine ad Anagni. Di fronte si sviluppano le immagini dei suoi miracoli, in particolare quello che portò al ritrovamento delle sue spoglie durante la costruzione della cattedrale. Dietro l’altare di Pietro da Salerno si trova un affresco con l’immagine del vescovo, opera forse di qualche discepolo di Pietro Cavallini. A fianco un altro affresco è decisamente più tardo e vi è rappresentata l’Adorazione della Croce.

Salendo di nuovo in chiesa, la visita si conclude nel Lapidario. Il “museo delle lapidi” nacque già a fine ‘800 dalla volontà di conservare e integrare la conoscenza storica della città attraverso iscrizioni e reperti marmorei. Solo nel 1995 fu progettato un percorso museale che conclude e integra la visita alla cattedrale. Esso si distribuisce in quattro spazi, il primo dei quali è quello del Criptoportico, occupato dalle iscrizioni di età romana e provenienti dal territorio anagnino e da quello di Roma. Il lungo corridoio presenta inoltre diversi affreschi risalenti al XIII secolo. Il Portico, che offre una bella visuale sul cortile, conserva iscrizioni e reperti della piena età medievale, mentre nella Sala sono conservate le lastre decorative attinenti alla chiesa dell’VIII/IX secolo e alcuni resti delle decorazioni cosmatesche della cattedrale. L’ultima sala raccoglie epigrafi e stemmi di papi, vescovi e delle famiglie nobili della città di Anagni.

Testo © Dott.ssa M. Giudici

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The Cathedralaudio

The articulated architectural system of the Cathedral occupies a large part of the acropolis of the city. Founded on a Roman temple, it replaced an earlier church of the Carolingian period. The renewal of the all Acropolis came with nomination of Peter the Princes of Salerno as bishop in 1062, which promoted a major change. The new religious setup included the construction of a new building that had as its ideological model in the abbey abbot Desiderius at Montecassino. The construction of the building began in 1072 until 1104. After the restoration of 1250 promoted by Bishop Pandolfo, the Romanesque language was converted into Lombard Gothic, replacing the truss of the nave and of the transept with arches resting on pillars and half-columns. The presence of the Papal Curia, that so enriched the city, helped to put it in the international history, and the cathedral became the scene of historical events such as the "pactumanagninum" or served as backdrop to the excommunication of Frederick Barbarossa and Federico II and canonizations of Saint Bernard of Clairvaux and Saint Clare of Assisi.

The simple facade was made by cassinesimanpowers, who were involved in the first part of the construction of the Cathedral. The surface is moved by some openings in the top and from the three ports, of which the central is called Matrona door. The decorative motifs of the facade are the numerous scraps of marble from various Roman monuments and from the former church of the Carolingian period.

Going down to the Innocent III square, you can see the left side of the Cathedral and you can admire the Lauri Chapel, the Baptistery and the Loggia of Blessings. Once accessible from the square through a large staircase, this was destroyed in the nineteenth century and, on this, you can see the statue of Boniface VIII. After the Chapel Caietani, you come to the apses. In Lombard Romanesque style, the middle one has a typical blind loggia at the top, decorated with columns and marble materials.

Inside, the current appearance of the cathedral is the result of a series of works between 1231 and 1255. These led to the new coding language Gothic arches and the implementation of the floor Cosmatesque splendid "prayer carpet "by Cosmas and his sons, Luca and Jacopo.

In the '600 the bishop Seneca brought even more radical changes: he covered the trusses with vaulted ceilings, removed the choir and covered the ancient frescoes. Between 1938 and 1940 it was restored the original appearance of the cathedral.

The itinerary inside the Cathedral includes a visit in the Library, which has 1,814 volumes dating from the fifteenth to the twentieth century, including valuable incunabula of the fifteenth century. Among local history books, religious and legal treatise, there are also a copy of the Corpus JurisCivilis of Justinian and theological works written after the Council of Trent.

The Chapter room is occupied entirely by a shrine which preserves some liturgical texts and an inventory dating from the thirteenth and fourteenth centuries of items donated by Boniface VIII to the Cathedral. In one corner it is exhibited a reliquary with the relics of SaintOliva. In another room there are reliquaries, vestments and liturgical objects of various periods, including a reliquary with a fragment of the cross and the crown of thorns of Jesus. The reliquary busts of Peter of Salerno and Saint Magnoare exposed in two vestries. During patronal feasts, the two sculptures are carried in procession through the streets of Anagni. A short corridor leads to the Treasurythat preserves various tissues, including some sacred clothing of Boniface VIII and the Cope of the Virgin of the thirteenth century, while in the glass cases along the walls stand out some caskets reliquaries, like the one in Limoges to Saint Thomas Becket and some pastoral. The last room is the Chapel of the Saviour, a private chapel with the walls fully decorated.

Going back,in the church, you can visit the Caetani Chapel, built in the late thirteenth century. Inside recent restorations have found wonderful frescoes;here there is a tomb in the Gothic style, decorated with two coats of arms of the Caetani family. The three burialspreserve the remains of Peter, Bishop of Todi andteacher of the future Boniface VIII, the remains of LoffredoCajetani, Count of Caserta, and those of GiacomoCaietani, father of Bartholomew, Bishop of Foligno.

Coming down the left stairs of the church, youcan reach the crypt of the cathedral. A small room of passage leads to the Oratory of Thomas fghjBecket. The cult of the Archbishop of Canterbury, who was killed in 1170 had a huge spread in this area, especially after his canonization in Segni in 1173. The chapel occupies an older structure, presumably a mithraeum. The walls are completely covered with frescoes, many of them ruined. However they are still legible on the back wall behind the altar with Christ, Madonna and two Saints on one side and Saint Thomas Becket and other bishops on the other side. On the right side you can notice the outlines of the apostles and saints Benedictines, while before there was probably the scene of the martyrdom of Archbishop. In the middle, near the entrance, on the left wall are represented scenes from the New Testament, while on the roof there are the stories of the Old Testament. Leaving oratory,the believers are admonished by the images of the Last Judgment. Besides a small door it leads to the real jewel of the cathedral: the Crypt. It is structured in the form of small oratory divided into three naves by two series of columns, which support 21 vaults. In the three apses are placed altars for the city's patron, SaintMagno, in the middle, those of the Saints Secondina, Aurelia and Neomisia, on the left, and of the Holy Martyrs right. A fourth altar is dedicated to Bishop Peter of Salerno, the architect of the whole structure, and, in front, there is that of SaintOliva virgin. The magnificent floor cosmatesco was executed by Cosma and his sons Luca and Jacopo in 1231 as noted by two inscriptions, one placed under the main altar, the other in front. The latter commemorates the discovery of the relics of the SaintMagno. The realization of the magnificent frescoes refers to three shops, identified conventionally with three Masters: First Master, or offsets, Second Master or Master decorator and Third Master. The entire cycle was probably executed from 1231 to 1255, the year of consecration by Pope Alexander IV. Inside the painting cycle four themesare found: the first, which takes place in the first and twice vaults and in the adjacent walls, is the creation of the cosmos and of the human beings through the medical knowledge derived from Hippocrates and Galen. The second theme, taken from the Old Testament, is the stories of the Ark of the Covenant and the story of Saul and Samuel. The third, distributed in the area behind the main altar, refers to the Apocalypse written by John. The last cycle, the hagiography, is the story of the martyrs, shifting the focus primarily on the stories of SaintMagno: his martyrdom, the translation of his body from the Fondi to Veroli and finally to Anagni. Just opposite there are the images of his miracles, especially that which led to the discovery of his remains during the construction of the cathedral. Behind the altar of Peter Salerno is a fresco with the image of the bishop, perhaps by some disciple of PietroCavallini. Alongside another fresco it is much later and there is represented the Adoration of the Cross.

Going to church again, the tour ends in the Lapidary. The "Museum of tombstones" was born already at the end of '800 by the will to preserve the historical knowledge of the city through inscriptions and marble remains. Only in 1995 it was designed a museum tour that concludes and integrates the visit to the cathedral. It is distributed in four areas, the first of which is that of Criptoportico, occupied by inscriptions from the Roman period and from the territory of Anagni and of Rome. The long corridor has several frescoes dating from the thirteenth century. The porch, which offers a beautiful view of the courtyard, preserved inscriptions and artifacts of the full Middle Ages, while the Hall houses the decorative plates pertaining to the church of the eighth / ninth century and some remains of the decorations cosmatesqueof the cathedral. The last room contains inscriptions and coats of arms of popes, bishops and of the noble families of the city of Anagni.

 

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lunedì 20 giugno 2016

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