Comune di Anagni

Chiesa San Giovanni de Duce

Comune di Anagni
lunedì 24 aprile 2017
Seguici sulla nostra pagina facebook Seguici sulla nostra pagina google plus Seguici sul nostro account Twitter Entra nel nostro canale YouTube Seguici tramite feed RSS
Ricerca assistita Guida alla ricerca
Ricerca assistita
Mentre digiti nella casella di ricerca la funzione di completamento automatico ti offre diverse soluzioni di ricerca
Chiesa San Giovanni de Duce
Icona freccia bianca
Home Page » Vivere la Città » Monumenti » Chiesa San Giovanni de Duce

fff

San Giovanni de Duce e le sostruzioni sillane

audio   Lungo via Vittorio Emanuele si apre sulla sinistra Piazza Dante. Gli studiosi concordano nell'identificare qui il foro dell'antica Anagnia, dove sembrano convergere i due assi principali della città: la via Major e via Bagno. La piazza è occupata principalmente dalla curia vescovile, oggi in parte utilizzata come scuola, e dalla chiesa di San Giovanni de Duce.

Secondo la tradizione la chiesa fu costruita su un antico tempio di Saturno, ma le prime notizie risalgono al XIII secolo. Ilsuo nome compare in un copioso carteggio tra i sacerdoti della stessa e i papi Onorio III e Bonifacio VIII intervenuti per dirimere delle questioni interne. Nel 1725 Benedetto XIII concesse all'ordine dei Regolari Minori, i Caracciolini, la proprietà della chiesa, riunendo in se le due parrocchie soppresse di San Benedetto e San Michele.I sacerdoti ne iniziarono la ristrutturazione ampliando l'annesso convento. La nuova struttura fu inaugurata il 5 settembre 1745 da monsignor Bacchettoni, il quale la consacrò a San Giovanni Evangelista e San Benedetto, come si legge sulla facciata dell’edificio. Lo storico Alessandro de Magistris fa derivare l'appellativo "de Duce" dal Duca Caietani che la riedificò. Nel 1888 subì un nuovo restauro grazie all'intervento del vescovo Pietro Marchi, mentre durante la Seconda Guerra Mondiale l’area fu gravemente danneggiata dai bombardamenti.

L’aspetto attuale della chiesa è quello che deriva dal rimaneggiamento settecentesco. La facciata è movimentata da cornici marcapiano e da paraste. Il portale di ingresso, affiancato da due piccole aperture ai lati, è decorato da un timpano sostenuto da due colonne. Il piano superiore presenta un’apertura centrale e due nicchie laterali con le statue dei santi, a cui la chiesa è intitolata come riferisce l’iscrizione che corre al di sotto di esse. La facciata è completata da un timpano decorato da pinnacoli.

L’interno ha una pianta a croce greca, coronata da una cupola sorretta da quattro arcate e pilastri, mentre il presbiterio è coperto da una volta a botte.

Appena entrati sulla sinistra, si trova un altare dedicato a Francesco Caracciolo (1563-1608), rappresentato nella pala d'altare genuflesso con le braccia aperte. Alla sua sinistra un angelo gli offre la penna per fissare l'ispirazione e l'ostensorio, entrambi simboli dell’ordine. Il quadro fu realizzato nel ‘700 da Giovanni Battista Gaulli detto il Baciccia.

Sull'altare principale vi è una pala con la rappresentazione di San Michele Arcangelo, risalente alla seconda metà del XVIII secolo. Sotto l'angelo, vestito di corazza ed elmo e ripreso nell'atto di trafiggere il demonio, sono raffigurati San Giovanni Evangelista e San Benedetto.

Ciborio, altare e ambone sono opere recenti, mentre il tabernacolo risale al XVII secolo. A lato dell'altare, accanto al fonte battesimalemoderno, è la colonna di quello più antico dove vi si può leggere l'iscrizione che ricorda il battesimo di suor Claudia de Angelis, fondatrice delle Suore Cistercensi della Carità.

Sul lato destro, presso la porta d’ingresso, è una cappellina dedicata a Santa Secondina, dove vi è esposto lo stendardo della Santissima Trinità.Segue un altare con una pala seicentesca dedicata alla Sacra Famiglia.Infine vi è una grotta dedicata alla Madonna di Lourdes. La statua, qui esposta, fu realizzata nel 1904 e rappresenta la Vergine con Bernadette Soubirous in atto di adorazione.

Per la costruzione della piazza già agli inizi del I secolo a.C. si rese necessaria la realizzazione di un ampio terrazzamento oggi visibile in via Bagno. Si tratta di quattro imponenti arcate a tutto sesto, con funzione di controspinta (sostruzioni) e divise da tre pilastri. Mentre queste sono realizzate in opera quadrata, l’interno degli archi è in opus incertum. Tutta la struttura offre una soluzione tecnica funzionale ad uno sfruttamento ottimale del luogo ampliando lo spazio edificabile. La struttura si sviluppa su tre piani e al suo interno si snodano una serie di ambienti. Alcuni mantengono ancora l’aspetto originario, ma molti furono alterati nelle forme dalla costruzione del convento e della chiesa di San Giovanni de Ducenel Settecento e dai bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale.

Testo © Dott.ssa M. Giudici

Church of Saint John De Duceaudio

Along Vittorio EmanueleStreet, Dante Squareopens on the left. Scholars agree in identifying here the ancient Anagniaforum: in fact two main streets of the city converge in this place: the Major Street and Bagno Street. The square is occupied mainly by the bishop's see, now partly used as a school, and the church of Saint John De Duce.

According to tradition, the church was built on an ancient temple of Saturn, but the earliest records date back to the thirteenth century. His name appears in many letters between its priests and Honorius III and Boniface VIII; these popes intervened to resolve internal issues. In 1725 Benedict XIII given the order of the Regular Minor, the Caracciolini, the church property, combining two parishes suppressed, Saint Benedict and Saint Michael, into one. The priests began restructuring, enlarging the adjoining convent. The new church was inaugurated on 5 September 1745 by Monsignor Bacchettoni, who consecrated to Saint John the Evangelist and Saint Benedict, as we read on the front of the building. The historian Alessandro de Magistriswrote that the nickname "de Duce" derives by Duke Caietani that rebuilt it. In 1888,there was a new restoration thanks to the intervention of Bishop PietroMarchi, while during the Second World War the area was badly damaged by bombing.

The present look of the church is an eighteenth-century reworking. The facade is enlivened by cornices and pilasters. The entrance portal, flanked by two small openings on the sides, is decorated by a pediment supported by two columns. The upper floor has a central opening and two side niches with statues of saints with an inscription that runs below them. The facade is completed by a pediment decorated with pinnacles.

The interior has a Greek cross, crowned with a dome supported by four arches and pillars, while the presbytery is covered by a barrel vault.

Over the door on the left, there is an altar dedicated to Francesco Caracciolo (1563-1608); in the altarpiece he was represented kneeling with open arms. on his left an angel gives him the pen to fix the inspiration and the monstrance, both symbols of the order. The painting was made in the '700 by Giovanni Battista Gaulli said Baciccia.

On the main altar there is a painting with the representation of Saint Michael the Archangel, dating to the second half of the eighteenth century. The angel, dressed in armor and helmet, is killing the devil, while, in the lower part, there are Saint John the Evangelist and Saint Benedict.

Ciborium, altar and pulpit are recent works, while the tabernacle dates to the seventeenth century. Near the altar and the modern baptismal font, there is a pillar of another oldest. On this you can read the inscription that commemorates the baptism of Sister Claudia de Angelis, the founder of the Cistercian Sisters of Charity.

Near the door, there is a small chapel dedicated to Saint Secondina, where there is exposed the banner of the Holy Trinity. The second altar has a seventeenth-century altarpiece dedicated to the Holy Family. Finally there is a grotto dedicated to Our Lady of Lourdes. The statue was made in 1904 and represents the Virgin and Bernadette Soubirous in adoration.

For the construction of the square at the beginning of the first century BC it was necessary to build a large terrace visible today in Bagno Street. It is four massive round arches, with function buttress (substructures) and divided by three pillars. These are made inopus quadratum and the inside of the arches is in opus incertum. The whole structure offers a practical technical solution for an optimal utilization of the place. The property is spread over three floors and inside there are many rooms. Some of these still maintain their original appearance, but others were altered by the construction of the convent and the church of Saint John de Duce in the eighteenth century and by bombing during the Second World War.

 

Ultima modifica

lunedì 20 giugno 2016

Condividi questo contenuto

- Inizio della pagina -
Il progetto Comune di Anagni è sviluppato con il CMS ISWEB® di Internet Soluzioni Srl www.internetsoluzioni.it