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Chiesa Sant'Andrea

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giovedì 14 dicembre 2017
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gffseChiesa di Sant’Andrea

audio   Percorrendo via Vittorio Emanuele si raggiunge la contrada Valle, posta in una piccola depressione della collina ai piedi di Colle Sant’Angelo. Inglobata nelle mura cittadine, la zona in età antica doveva essere intensamente abitata, risentendo presumibilmente della vicinanza degli Arcazzi e delle terme. Nel corso del tempo la zona vide la popolazione contrarsi o accrescersi secondo il periodo storico. Grazie alla presenza della corte papale nel medioevo si arricchì di case e piccoli palazzi, spesso nascostial turista di oggi da vesti ottocentesche.

Da lontano si riesce a scorgere il campanile di uno dei piccoli gioielli della zona: la chiesa di Sant’Andrea. L’edificio di culto è citato già in alcuni documenti medievali di cui il più antico risale al 1003. Altri testi dimostrano la sua resistenza alle alterne vicende dell’area, grazie alle suerelazionicon alti prelati della curia.

La chiesa subì tra il 1263 e il 1276 una radicale trasformazione sotto il vescovo Landone Conti e le sue forme romaniche vennero tradotte in uno stile gotico. Fu così ampliato il presbiterio e alzato il campanile, ma i resti romanici sono ancora visibili in un ambiente con volta a botte, l’arco della torre campanaria e da alcuni resti lungo il corso principale.Il rinnovamento portò all’ampliamento della struttura che inglobò anche la più antica chiesa di San Vito, trasformandola nella sua cripta. Nel Cinquecento il cardinale Benedetto Lomellino restaurò la chiesa, ma fu solo tra il 1748 e il 1751 che una nuova ristrutturazione le fece perdere le forme romanico-gotiche e circa dieci anni dopo fu realizzata la facciata attuale. Nel 1860 fu demolita la cuspide del campanile e fu inserito un orologio poi asportato nel secolo scorso al fine di ripristinare l’aspetto più antico.

La facciata settecentesca è movimentata da due ordini di lesene e da un unico portale, aldi sopra del quale è una vetrata colorata che illumina la navata interna. Alcuni lavori di restauro del 1983 riportarono alla luce l’arco ogivale sul lato destro sormontato da una scultura rappresentante un cavaliere su un animale feroce, databile presumibilmente alla seconda metà dell’VIII secolo. All’interno si sviluppa un’unica navata con cappelle laterali. Il pavimento è in stile cosmatesco, ma è stato rimaneggiato intorno al 1954. Dietro l’altare sono tre quadri dedicati a Sant’Andrea: al centro il santo con la Vergine ed alcuni Beati, opera del Giorgini, ai lati la Vocazione e il Martirio dipinti da Gagliardi nel 1894. Qui viene conservato anche il Trittico del Salvatore, con Maria, Sant’Andreae il donatore Gregorius Francisci, all’interno, e San Magno e Santa Secondina all’esterno degli sportelli. Generalmente datato al XIV secolo, gli studiosi concordano nel ravvisare nel dipinto lo stile della scuola del Cavallini e del Torriti.

Testo © Dott.ssa M. Giudici

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Church of Saint Andrew.audio

Along Vittorio Emanuele Street, you can reach the Valley’s quarter, set in a small depression of the hill at the foot of SaintAngel’s Hill. Incorporated into the city walls, the area in ancient times had to be densely populated, presumably reflecting the proximity of Arcazzi and thermal baths. Over time the area saw the population grow or shrink according to the historical period. Thanks to the presence of the papal court in medieval times it was enriched by houses and small palaces, often hidden to tourists today from nineteenth-century look.

From a distance,you can see the bell tower of one of the jewels of the area: the church of SaintAndrew. The building is mentioned in medieval documents of which the oldest dates back to 1003. Other initiatives demonstrate its resistance to various events in the area, thanks to its relations with prelates of the curia.The church underwent between 1263 and 1276 a radical transformation under Bishop Landone Conti and its Romanesque forms were translated into a Gothic style:the presbytery was extended and lifted the bell tower, but the Romanesque ruins are still visible in a room with a barrel vault, the arch of the bell tower and some ruins along the main street. The renovation had resultedthe expansion of the structure that incorporated also the oldest church of Saint Vito, transforming it in his crypt. In the sixteenth century, Cardinal Benedetto Lomellino restored the church, but only between 1748 and 1751 a new restructuring caused the loss of the Romanesque-Gothic style and the current facade was built about ten years after. In 1860 it was demolished the cusp of the bell tower and a clock was added,but it was removed in the last century in order to restore the most ancient.

The eighteenth century facade is enlivened by two orders of pilasters and a single portal, above there is a stained glass window that illuminates the internal nave. Some restoration work in 1983 unearthed the pointed arch on the right side topped by a sculpture of a rider on a wild animal, presumably dating to the second half of the eighth century. Inside there is a single nave with side chapels. The floor is in cosmatesque style, but it was rebuilt around 1954. Behind the altar there are three paintings dedicated to St. Andrew: the center of the holy with the Virgin Maryand Blessedsby the Giorgini, on the sides the Calling and the Martyrdom paintings by Gagliardi in 1894. Here is preserved even the Triptych of the Saviour, with the representation of Mary, Andrew and the donor Gregorius Francisci inside, and San Magno and Santa Secondina outside the doors. Generally dated to the fourteenth century, scholars concur in seeing the painting style of the school of Cavallini and Torriti.

Ultima modifica

lunedì 20 giugno 2016

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