Comune di Anagni

Cinta muraria

Comune di Anagni
lunedì 24 aprile 2017
Seguici sulla nostra pagina facebook Seguici sulla nostra pagina google plus Seguici sul nostro account Twitter Entra nel nostro canale YouTube Seguici tramite feed RSS
Ricerca assistita Guida alla ricerca
Ricerca assistita
Mentre digiti nella casella di ricerca la funzione di completamento automatico ti offre diverse soluzioni di ricerca
Cinta muraria
Icona freccia bianca
Home Page » Vivere la Città » Monumenti » Cinta muraria

yyyyCINTA MURARIA audio   Percorrendo le due circonvallazioni a ridosso della collina si rimane impressionati dalla cinta muraria che circonda la città di Anagni. Essa, analogamente a quella di Alatri, Ferentino, Veroli ed altre città, solleticò l’interesse degli studiosi di Sette e Ottocento, i quali, unendo le ancora poche conoscenze storiche a quelle innumerevoli mitologiche, facevano costruire queste mura da Saturno, dai Pelasgi oppure dai Ciclopi.Dopo gli appellativi saturnio e pelasgico, l’aggettivo ciclopico rende bene l’idea delle fortificazioni anagnine, nate con una funzione prevalentemente difensiva e non solo. Anagni è disposta lungo una collina di forma allungata ripida. Le mura urbiche creano degli imponenti terrazzamenti che sistemano il forte dislivello dei versanti ampliando lo spazio edificabile. Il circuito fu costruito all’indomani della sconfitta degli Ernici da parte dei Romani (306 a.C.), probabilmente tra la fine del IV secolo a.C. e gli inizi del III secolo a.C. Le tombe ritrovate al suo interno e risalenti alla metà del IV secolo a.C. costituiscono un terminus post quem per determinare la datazione delle murature, che inglobano le sepolture preromane. La cinta è costruita con blocchi di calcare parallelepipedi disposti alternativamente di testa e di taglio (opus quadratum) e a secco, privi di malta o altri leganti. Sulle strutture sono rinvenibili anche alcuni segni di cava usati per facilitare la posa in opera dei blocchi. Lo spessore delle mura varia fino ad un massimo di circa tre metri, e in alcuni puntisono visibili i canali di drenaggio e di scolo delle acque reflue.

Malgrado gli interventi di restauro posteriore, che iniziarono già a partire del II secolo a.C. numerosi furono i rimaneggiamenti delle antiche mura romane. Notevoli furono i danni inflitti nell’arco di tempo che si estendeva dalle invasioni barbariche fino al XIV secolo. Inoltre l’assedio spagnolo alla città nel 1556 distrusse vari punti del tratto murario, dopodichè furono progettate delle opere di fortificazione completate sotto il pontificato di Pio IV. Si trattava di poderosi bastioni che abbatterono alcuni dei tratti delle urbiche e interessarono l’acropoli, nei pressi di Porta Santa Maria, l’area della cattedrale, la zona di San Nicola e delle attuali porte di San Francesco e Cerere. Lungo queste fortificazioni, nei luoghi dei restauri, sono collocate varie iscrizioni datate al 1565 che ricordano la munificenza di papa Pio IV, che promosse i lavori. Il pontefice diede l’incarico di questi lavori a Torquato Conti, il quale si avvalse degli studi urbanistici di Antonio da Sangallo il Giovane e, in particolare di Giovanni Antonio Dosio.

Negli anni ’40 parte delle mura furono danneggiate da una frana in prossimità dell’attuale Parco della Rimembranza e solo negli anni ’60 si provvide alla risistemazione della zona, puntellando le mura con grossi contrafforti e costruendo la monumentale scala che oggi porta al Parco e in Piazza Cavour.

Poche sono le porte superstiti in città, che in periodi più antichi, soprattutto nel medioevo dovevanoessere numerose. Gli accessi lungo la via principale, Porta Santa Maria e Porta Cerere, dovevano essere integrati da numerose posterule di cui non è rimasta traccia se non in alcuni documenti. Oggi sono visibili le due appena citate, Porta San Francesco e pochi resti di Porta Tufoli.

Testo © Dott.ssa M. Giudici

The walls of Anagniaudio

Along the two beltway close to the hill you will be impressed by the walls surrounding the city of Anagni. It, like that of Alatri, Ferentino, Veroli and other cities, caught the interest of scholars of the eighteenth and nineteenth centuries, who, joining a few more historical knowledge to those countless mythological, built these walls by Saturn, by the Pelasgians or by Cyclops. After the titles Saturnian and Pelasgic, the adjective gives a good idea of the gigantic fortifications of Anagni, arisen mainly with a defensive function and beyond. Anagni is arranged along a steep and elongated hill. The city walls create the imposing terraces that settle the steep gradient of the slopes by enlarging the building space. The circuit was built after the defeat of the Ernici by the Romans (306 BC), probably in the late fourth century BC and the beginning of the third century BC. The tombs found in it,date tothe middle of the fourth century BC and constitute a terminus post quem for determining the dating of the walls, which incorporate the pre-Roman tombs. The wall is built with blocks of limestone parallelepipeds arranged alternately head and cutting (opus quadratum) and dry, without mortar or other binder. Structures can be found also some signs of quarry used to facilitate the laying of the blocks. The thickness of the walls varies up to a maximum of about three meters, and in some points are visible drainage channels and for waste water.

Despite the restoration back, starting as early as the second century BC many were the remodeling of the old Roman walls. The damage inflicted in the timeframe from the barbarian invasions until the fourteenth centurywasNotable. Also the Spanish siege to the city in 1556 destroyed several sections of wall, and then new fortifications were designed and completed under Pope Pius IV. It was mighty bastions that beat some sections of the wall and interested the Acropolis, near Saint MaryGate, the area of the cathedral, the area of Saint Nicholas and the doors of Saint Francis and Cerere Gate. Along these fortifications, in places of restoration, they are located various inscriptions dating to 1565 that recall the generosity of Pope Pius IV, who promoted the work. The pontiff gave the charge of these works to Torquato Conti, who took advantage of urban studies by Antonio da Sangallo the Younger and, in particular, by Giovanni Antonio Dosio.

In the 40’s of the century XX, the wall were damaged by a landslide near the current Memorial Park and only in the 60's the area has been restored, buttressing the walls with large counterforts and building the monumental staircase that today leads to the park and Cavour Square.

There are few surviving gates in the city, which in earlier periods, especially in the Middle Ages had to be numerous. Access along the main street, Saint MaryGate and CerereGate, had to be complemented by numerous posterule of which no trace remains except in some documents. Today you can see the two just mentioned, Saint FrancisGateand a few remains of TufoliGate.

 

 

 

 

Ultima modifica

lunedì 20 giugno 2016

Condividi questo contenuto

- Inizio della pagina -
Il progetto Comune di Anagni è sviluppato con il CMS ISWEB® di Internet Soluzioni Srl www.internetsoluzioni.it