Comune di Anagni

Convitto Principe di Piemonte

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lunedì 24 aprile 2017
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Convitto Nazionale Principe di Piemonte E chiesa di San Pietro in Vineisaudio   Proseguendo per il viale alberato Giacomo Matteotti si raggiunge agevolmente il Convitto Nazionale Principe di Piemonte. È il terzo convitto, in ordine di tempo, realizzato ad Anagni, destinato ai figli dei dipendenti statali. Nel 1925 il convento dei Cappuccini di proprietà comunale fu ceduto all’Istituto Nazionale degli Enti Locali. Nel 1927 la progettazione fu affidata ad AlbertoCalza Bini, una delle personalità di spicco nella teorizzazione del nuovo linguaggio architettonico del periodo fascista. Nel 1930 il nuovo edificio fu inaugurato accogliendo circa 100 ragazzi. Calza Bini vinse una serie di sfide date dal terreno accidentato e ripido creando una serie di terrazzamenti utilizzati come campi da gioco. Inoltre nel progetto quasi avveniristico, Calza Bini rese ogni singolo edificio autosufficiente, orientato in modo da permettere una buona illuminazione e un buon ricircolo dell’aria e disposto in modo tale da permettere una sorveglianza discreta dei ragazzi.

Nel progetto non era prevista la demolizione della chiesa di San Pietro in Vineis, la quale fu integrata al resto dell’edificio in maniera funzionale, come cappella per il culto. Furono attuati, invece, una serie di restauri sotto la supervisione della Soprintendenza alle Belle Arti. Costruita prima del 1193, dal 1256 vi risedette l’ordine delle Clarisse fino a quando, per motivi di sicurezza, furono trasferite in un altro convento e il monastero fu occupato dall’artiglieria spagnola nel 1556. Nel 1575 il cardinale Lomellino, non ritenendo opportuno che un ordine femminile risiedesse fuori la città, diede ordine di trasferire le monache presso il convento annesso alla chiesa di San Pancrazio e qui furono portati i frati Cappuccini che restaurarono a più riprese la chiesa e il convento. Nel 1870 la struttura fu ceduta al comune che nel 1889 la trasformò in un ospedale per i malati cronici e un rifugio fino a quando non passò all’Istituto Nazionale degli Enti Locali che costruì il convitto. Posta su un alto podio, la chiesa è anticipata da tre ampie arcate a tutto sesto che delimitano un ampio portico, da cui poi si accede all’interno, diviso in tre navate. Colpisce il pavimento cosmatesco, simile e coevo a quello della cattedrale e purtroppo rimaneggiato nel corso del tempo. Nel coro del convento oggi in parte scomparso sono degli affreschi commissionati dalle Clarisse con le storie della Passione di Gesù, in cui si distinguono l’ingresso a Gerusalemme, l’Ultima Cena, la lavanda dei piedi, la cattura, la flagellazione, la deposizione nel sepolcro, la discesa nel Limbo, il Noli me tangere, l’istituzione dell’Eucarestia e il Giudizio Universale. A queste si affiancano la Stigmatizzazione di San Francesco in cui compare Santa Chiara. Gli affreschi dovrebbero essere datati ad un periodo tra il 1255 e il 1263. Mentre più tardi sono altre immagini con rappresentazione di santi. L’importanza di questi affreschi sta nel fatto che furono realizzati all’indomani della canonizzazione di Santa Chiara avvenuta proprio nella cattedrale di Anagni nel 1255.

Testo © Dott.ssa M. Giudici

jjjjNational Boarding School of “Principe di Piemonte”And church of Saint Peter in Vineis.

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Continuing along the Giacomo Matteotti Avenue, you can easily reach the NationalBoarding School of “Principe di Piemonte”. It is the third boarding school, in chronological order, made in Anagni, intended for children of state employees. In 1925, the Capuchin monastery of municipal property was sold to the IstitutoNazionaledegliEntiLocali. In 1927 the design was entrusted to Alberto CalzaBini, one of the leading figures in the conceptualization of the new architectural language of the fascist period. In 1930 the new building was inaugurated, welcoming about 100 children. CalzaBiniovercame a series of difficulties given by the rugged and steep terrain, creating a series of terraces used as playing fields. Also in thisalmost futuristic project, CalzaBini made each building self-sufficient, oriented so as to allow good lighting and good air circulation and arranged so as to allow a discreet surveillance of the boys.

The project was not scheduled demolition of the church of Saint Peter in Vineis, which was integrated in the rest of the building in a functional way, as a chapel for cult. However, a series of restorations were implemented, under the supervision of the local Soprintendenzaalle Belle Arti. Built before 1193, from1256 in the church resided the order of Poor Clares until, for security reasons, they were transferred to another convent and monastery was occupied by the Spanish artillery in 1556. In 1575 Cardinal Lomellino did not consider appropriate that a female order resided outside the city; so he gave orders to transfer the nuns to the convent near the church of SaintPancrazio, and in Saint Peter in Vineishe brought the Capuchin friars. They restoredthe church and convent. In 1870 the building was sold to the municipality, which in 1889 turned it into a hospital for the chronically ill and shelter until it passed to the IstitutoNazionaledegliEntiLocali, which built the near boarding school. Placed on a high podium, the church is anticipated by three large round arches that surround a large porch, from where you can go inside, divided into three naves. The Cosmatesque floor is very interesting: it is contemporary and similar to that of the cathedral, but, unfortunately, altered over time. In the choir of the convent, now partly disappeared, are some frescoes commissioned by the Poor Clares with the stories of the Passion of Jesus, in which you can see the entrance to Jerusalem, the Last Supper, the washing of the feet, the capture, the scourging, the deposition in the tomb, the descent into Limbo, the Noli Me Tangere, the institution of the Eucharist and the Last Judgement. These are flanked by the stigmatization of San Francesco in which appears Santa Chiara. The frescoes should be dated to a period between 1255 and 1263. While later are other images with representations of saints. The importance of these paintings is that they were made after the canonization of St. Clare, took place in the Cathedral of Anagni in 1255.

 

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lunedì 20 giugno 2016

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