Comune di Anagni

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lunedì 24 aprile 2017
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PALAZZO COMUNALE

L'edificio fu eretto tre il 1159 e il 1163 dal Magister Jacobus da Yseiarchitector, il quale faceva parte della delegazione delle città lombarde venuta ad Anagni per chiedere l'appoggio di papà Adriano IV contro la minaccia di Federico Barbarossa.

La presenza degli ambasciatori lombardi fa maturare la coscienza politica civile degli anagnini che chiesero a Jacopo da Iseo la costruzione di un edificio destinato allo svolgimento delle attività civiche e politiche: il palatiumrationum.

Benché l'architetto avesse come modelli i broletti e i palazzi vescovili del nord Italia da cui trasse i caratteri fondamentali (costruzione a due piani con portico, una sala della ragione, uno scalone scoperto che permetteva l’accesso alla sala, platea communis), progettò un edificio sotto alcuni punti di vista innovativo. La pianta suggerisce che ci dovevano essere due strutture preesistenti che vennero incluse nella progettazione. Inoltre c'era la necessità di mettere in collegamento la via Major, arteria principale della città, e il quartiere che si stava sviluppando nelle vicinanze. La soluzione ottimale quella di costruire un porticato con otto arcate in pietra e raccordando i due fronti del palazzo, entrambi rappresentativi. Il piano superiore fu occupato dalla Sala della Ragione, un vasto ambiente di rappresentanza, mentre all'esterno si sviluppavala Scalacommunis.

La prima menzione relativa all’edificio è rintracciabile in una ricevuta, rilasciata da Orso Caietani nel 1163 a Jacopo da Iseo con il pagamento del lavoro svolto; mentre la citazione successiva è riportate in alcuni documenti anagnino del 1201, quando Innocenzo III investì Giovanni da Ceccano della contea di Ceccano in palatio anagnino.La struttura fu più volte ristrutturata nel corso del tempo. Nel 1254 gli interventi promossi da papa Alessandro IV riconfigurarono l'edificio arricchendolo: furono aggiunte così le trifore e fu ampliata la loggia che dava sulla scala. Su quest'ultima intervennero altri lavori intorno al 1306. Nel Quattrocento, sotto il pontificato di Eugenio IV, fu aggiunta l’elegante Loggia del banditore. Il violento conflitto con le truppe spagnole a metà del Cinquecento danneggiò pesantemente l'edificio. Da questo momento sono documentati una serie di interventi che culminarono con quelli del cardinale Lomellino. Nel 1572, infatti, egli trasferì la sua residenza nel palazzo e apportò una serie di modifiche documentate da alcune iscrizioni ancora presenti nel portico e nella Sala della Ragione. Al 1587 risalirebbe una cappella dedicata al patrono della città (SacellumSancti Magni) purtroppo andata distrutta nei lavori del secolo scorso. Dalla fine dell'Ottocento fino al 1925/1926 si susseguirono una serie di interventi di restauri prospettati nelle relazioni di Raffaele Ambrosi de Magistris. Il primo di questi fu la realizzazione di un ricco controsoffitto ligneo a cassettoni nella di Sala della Ragione, opera dell’anagnino Giuseppe Bottini, e la divisione della stessa in due sale minori: la Sala delle Lapidi e quella delle Quattro Ere. Quest'ultima presentava una decorazione pittorica, opera di Eugenio Cisterna (1862-1933), con la rappresentazione di quattro allegorie dei periodi d'oro della città: l'età ernica, la romana, la medievale e la moderna. Gli interventi di restauro della seconda metà del Novecento ripristinarono le strutture medievali, demolendo gli edifici addossati al palazzo, ricostruendo la scala communis obliterata dalle strutture ottocentesche e ricreando il vasto salone della Sala della Ragione. Su entrambe le facciate sono collocati gli stemmi di diverse famiglie che intervennero nella storia del palazzo e di Anagni: Caietani, Orsini, Della Rovere. Sul lato nord si trovano gli stemmi della città, il più antico dei quali dovrebbe risalire al XII secolo. In esso è rappresentato un leone sormontato da un’aquila. In quelli più tardi, a partire dal Cinquecento, vi furono aggiunte le chiavi per ricordare i quattro papi.

Testo © Dott.ssa M. Giudici

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Town Hall.audio

Proceeding along Vittorio Emanuele Street you can meet the Town Hall of Anagni. The building was erected between the 1159 and the 1163 by Magister JacobusdaYsei architector. He was a member of the delegation of the Lombard cities came to Anagni to ask the support of Pope Adrian IV against the threat of Frederick Barbarossa.

The presence of the Lombard ambassadors matured the political consciousness of the civil Anagni and people asked Jacopo da Iseo to build the palatium rationum.

Although the architect had as examples the broletti and the episcopal palaces of northern Italy from which he drew the fundamental characteristics (two-floors building with a portico, a hall, a staircase that allowed access to the hall and the platea communis), Jacopo da Yseo designed an innovative building. The plan suggests that there must be two pre-existing structures that were included in the design. Also there was the need to link the Major street, the main street of the city, and the neighborhood that was developing nearby. The optimal solution is to build a porch with eight stone arches and joining together the two sides of the building. The upper floor was occupied by the Sala della Ragione, a large representative room, while outside was developing the Scala communis.

The first mention of the building is to be found in a receipt, issued by Orso Caietani in 1163 to Jacopo da Iseo with the payment of work performed; while the next mention is reported in some documents Anagni of 1201, when Innocent III invested Giovanni da Ceccano in palatio anagnino. The structure was renovated several times over the years. In 1254 restorations reconfigured the building, enriching: a three-mullioned window were added and the loggia facing the scale was expanded. On this there were other jobs around 1306. In the fifteenth century, under Pope Eugene IV, it was added the elegant Loggia of the Auctioneer. The violent conflict with the Spanish troops in the mid-sixteenth century heavily damaged the building. By now they documented a series of interventions that culminated with those of Cardinal Lomellino. In 1572, in fact, he moved his residence in the palace and brought a number of changes documented by inscriptions still in the porch and in the so called “Sala della Ragione”. A chapel dated back to 1587 was dedicated to the patron saint of the city (Sacellum Sancti Magni); unfortunately it was destroyed in the works of the last century. In the late nineteenth century until the 1925/1926 there were a series of restorations projected in report on Ambrosi Raffaele de Magistris. The first of these was the creation of a rich wooden coffered ceiling in the Sala della Ragione, work of Giuseppe Bottini, and the division of the same into two smaller rooms: the Hall of inscritpions and that of the Four Ages. It presented a decorative painting by Eugenio Cisterna (1862-1933), with the representation of four allegories of the golden ages of the city: the age ernica, the Roman, the medieval and the modern. The restoration of the second half of the twentieth century destroyed the medieval structures, reconstructing the scala communis obliterated by the nineteenth-century structures and recreating the vast hall of the Sala della Ragione. On both sides they are placed the coats of arms of several families who were involved in the history of the building and of Anagni: Caetani, Orsini, Della Rovere. On the north side are the coats of arms of the city, the oldest of which probably dates from the twelfth century. In it is represented a lion surmounted by an eagle. In those later, since the sixteenth century, there were added the keys to remember the four popes.

Ultima modifica

giovedì 16 giugno 2016

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