Comune di Anagni

Porta Cerere

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giovedì 14 dicembre 2017
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Porta Cerere
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Porta CererePosta alla fine di via Vittorio Emanuele, Porta Cerere ha sempre costituito un ingresso privilegiato per la città di Anagni. Le prime notizie che abbiamo la descrivono collocata più internamente, con un torrione elevato (turris de cellere). Soffrì molto l’assedio degli Spagnoli nel 1556, dal momento che parte dell’artiglieria era stanziata presso il convento di San Pietro in Vineis e la stessa torre fu distrutta. La costruzione di uno dei bastioni cinquecenteschi, obbligò lo spostamento della porta più avanzato rispetto al passato. Nel 1812 il comune programmò il restauro della stessa oramai in rovina, ma solo nel 1831 il consiglio affidò il progetto all’ingegnere Antonio Martinelli. Nel 1841 era stata sicuramente completata e il cardinale Silvestro Belli, mentre era in visita ad Anagni, vi poté transitare. Fino agli anni ’30 del secolo scorso, la porta era collegata alla cinta da muri merlati,i seguito abbattuti. Differentemente da Porta Santa Maria e di San Francesco, i blocchi di travertino in bugnato decorano sia l’interno che l’esterno del monumento. Sul versante esterno due lesene sostengono un architrave con triglifi e una mensola al centro della quale campeggialo stemma della città con l’aquila che afferra il leone, le chiavi pontificie e il manto imperiale.Ai lati, invece, sono due aquile. Nella parte interna, in alto, un’iscrizione ricorda i lavori con cui nell’ottocento furono restaurate la porta e le mura e rifatta la strada che conduceva fino alla Casilina.

Testo © Dott.ssa M. Giudici

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Placed at the end of Vittorio Emanuele street, Cerere’s Gate has always been a privileged entry to the city of Anagni. The first historical news that describe it placed more internally, with a high tower (turris de cellere). It suffered the siege of the Spanish in 1556, because a part of the artillery was stationed at the convent of Saint Peter in Vineisand the tower itself was destroyed. The construction of one of the bastions in XVI century, forced the displacement of the gate more advanced than in the past. In 1812 the municipality programmed the restoration of it, because it was in ruins, but only in 1831 the project was entrustedto the engineer Antonio Martinelli. In 1841 it was definitely completed and Cardinal SilvestroBelli, visiting in Anagni, could pass. Until the ‘30s of last century, the gate was connected to the city by crenellated walls, the subsequently demolished. Unlike Saint Mary’s Gate and Saint Francis Gate, the blocks of travertine in ashlar decorate both the interior and the exterior of the monument. On the outer, two pilasters support an architrave with triglyphs and a shelf at the center of which stands the coat of arms with the eagle grasping the lion, the keys and the papal imperial mantle. On the sides, however, are two eagles. On the inside, at the top, an inscription records the work of the nineteenth century when the door and the walls were restored and the road leading up to the Casilina was rebuilt.

 

 

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giovedì 16 giugno 2016

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